Il percorso avviato dal GAL EVV per lo sviluppo degli Smart Villages entra ora in una nuova fase. Con la pubblicazione della graduatoria provvisoria di ammissibilità del bando SRG07 Cooperazione per lo sviluppo rurale, locale e Smart Villages, si conclude infatti il processo di selezione preliminare: sono stati 11 i progetti presentati, tutti risultati ammissibili, di cui 8 ammissibili e finanziabili, grazie all’utilizzo dell’intera dotazione disponibile. Un risultato significativo, che conferma la qualità delle proposte e la forte partecipazione delle comunità locali.

E’ arrivato ora il momento di vedere le idee nate dal territorio trasformarsi in strategie capaci di incidere davvero sul futuro delle comunità, attraverso visione, ascolto e collaborazione tra soggetti diversi. Dopo una fase iniziale di animazione e accompagnamento, ora i gruppi di cooperazione potranno infatti lavorare alla definizione operativa delle strategie, entrando nel merito delle azioni da realizzare nei prossimi mesi.

Un percorso costruito nel tempo

Il risultato raggiunto è il punto di arrivo di un percorso articolato, che ha visto il coinvolgimento attivo di amministrazioni locali, imprese, associazioni e cittadini. A partire dal 2024, il GAL ha avviato un’attività strutturata di capacity building per accompagnare il territorio nella comprensione dello strumento Smart Villages e nella costruzione di proposte fondate su bisogni reali e visioni condivise. La risposta è stata ampia: nella fase iniziale di raccolta delle manifestazioni di interesse sono arrivate 56 proposte progettuali, segnale di un’attenzione diffusa verso questo approccio. Tra i gruppi e soggetti proponenti queste iniziative, infatti, 20 sono confluiti nei progetti presentati sul bando.

Tra maggio e settembre 2024 gli interessati hanno seguito un percorso di supporto e formazione; nel 2025 i progetti sono stati affinati con l’accompagnamento degli esperti del GAL, fino all’apertura del bando e alla presentazione delle domande. Questa progressione è importante perché restituisce il senso del lavoro svolto: un processo di pianificazione territoriale costruito passo dopo passo, nel quale il confronto tra attori locali è diventato parte integrante della qualità progettuale. Il bando stesso ha attribuito un valore preciso all’approccio partecipativo, richiedendo il coinvolgimento attivo della comunità e una visione di cambiamento chiara e coerente con il contesto locale.

Dalla strategia alla progettazione di dettaglio

Con la selezione dei progetti finanziati si apre ora una fase decisiva: i beneficiari avranno a disposizione 200 giorni per sviluppare la progettazione di dettaglio e definire in modo puntuale le Strategie Smart Village, cioè i documenti strategici che orienteranno l’attuazione degli interventi. In questa fase non si tratterà perciò soltanto di precisare attività, costi e ruoli, ma di consolidare un impianto condiviso, capace di tenere insieme il partenariato, promuovere l’animazione territoriale, individuare strategie per la sostenibilità economica e testare la coerenza tra obiettivi e azioni. Il GAL, in collaborazione con un gruppo di sei esperti di dinamiche territoriali, imprenditoria, terzo settore, sostenibilità e progettazione, accompagnerà gli otto gruppi di cooperazione in questa fase delicata.

I progetti ammissibili e finanziabili ad oggi sono riportati in questa mappa

SRG07 - Mappa Smart Villages ammissibili in graduatoria preliminare

SRG07 – Mappa Smart Villages ammissibili in graduatoria preliminare

È un passaggio particolarmente rilevante perché gli Smart Villages non funzionano come interventi episodici o settoriali, richiedendo una regia, una direzione comune e la capacità di integrare competenze, risorse e politiche. Proprio per questo il modello promosso dal GAL EVV si colloca dentro una visione coordinata dello sviluppo locale, in cui la strategia nasce dal territorio ma si rafforza attraverso un metodo strutturato di accompagnamento, cooperazione e progettazione. Anche a livello europeo viene evidenziato che l’efficacia degli Smart Villages quale strumento di gestione del territorio rurale dipende non solo dalle risorse economiche, ma anche e soprattutto dalla condivisione di obiettivi e strumenti. I percorsi di accompagnamento sono dunque pensati per aiutare le comunità a progettare in modo partecipato e costruire una visione di cambiamento.

Smart Villages: un modello per il futuro dei territori

Il modello degli Smart Villages si sviluppa intorno alla comunità ed alle persone che la compongono, valorizzandone conoscenze, capacità organizzative e potenziale di innovazione. Nella definizione richiamata dall’ EU CAP Network, i villaggi intelligenti sono comunità rurali di prossimità che adottano un approccio partecipativo per individuare soluzioni intelligenti volte ad affrontare necessità e sfide del proprio territorio, anche attraverso spazi generativi ad alto valore aggiunto socioeconomico. Questo significa che il tema non riguarda soltanto il digitale, ma un modo diverso di leggere i bisogni locali e di costruire risposte condivise.

La fonte europea rafforza ulteriormente questo punto: in Italia gli Smart Villages trovano nei GAL e nel programma LEADER il quadro più favorevole proprio perché consentono una visione integrata e coordinata dello sviluppo rurale. Non sono quindi semplicemente progetti singoli da finanziare, ma un passo verso un cambio di paradigma che punta a contrastare lo spopolamento, rafforzare i sistemi locali, migliorare i servizi e generare modelli cooperativi replicabili. La prospettiva è quella di territori che non si limitano a resistere alle difficoltà, ma si rigenerano attraverso cooperazione, innovazione e valorizzazione delle proprie risorse: una prospettiva alla base di GALassie di Comunità, la Strategia di Sviluppo Locale 2023 – 2027 del GAL.

In questo senso, il lavoro avviato dal GAL EVV assume un valore che va oltre il singolo bando. La scelta di investire prima sulla capacity building, poi sulla definizione delle strategie e infine sulla loro attuazione restituisce con chiarezza il potenziale degli Smart Villages: costruire sviluppo locale attraverso una pianificazione territoriale condivisa, capace di connettere soggetti, ambiti di intervento e visioni di medio periodo. È esattamente questa dimensione strategica che può rendere più solide e durature le ricadute sulle comunità del territorio.