Piano di Sviluppo Locale 2014-2020 del GAL EVV

F.A.Q. generali: le domande frequenti

 

Con un semplice click puoi scaricare tutte le domande frequenti (FAQ) che mano a mano vengono pubblicate in questa pagina.

Queste FAQ sono generali, cioè riguardano il GAL e tutti i bandi in generale.

Per domande relative ai specifici bandi, cioè a determinate operazioni, si rimanda alla sezione "bandi": nelle rispettive pagine si trovano le FAQ specifiche ad alcuni dei bandi pubblicati.

 

FAQ 01FAQ 02

 

Di seguito si può già cominciare a leggere già le prime... 

1. Cosa significano le sigle PSR e PSL?

Sono rispettivamente gli acronimi di Programma di Sviluppo Rurale e Piano di Sviluppo Locale.

2. Cos’è il Programma di Sviluppo Rurale?

Il Programma di Sviluppo Rurale (PSR) 2014-2020 della Regione Piemonte, approvato a fine 2015, è un programma settennale di finanziamenti europei erogati grazie ai cosiddetti fondi di Investimento Europei (SIE), in particolare il Fondo Europeo Agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR).

Il PSR norma le modalità di contribuzione nei territori rurali e montani come quello di competenza del GAL. Esso, infatti, è organizzato in misure e sottomisure ed una di queste prevede la costituzione ed il finanziamento dei GAL.

3. Cos’è il G.A.L.?

GAL è l’acronimo di Gruppo di Azione Locale. Attualmente in Piemonte ce ne sono 14 e in tutta l’Unione Europea alcune migliaia. I GAL, generalmente società composte da soggetti pubblici e privati, sono voluti dall’Unione per favorire lo sviluppo locale di un’area rurale considerata svantaggiata. Per ulteriori informazioni vai alla pagina dedicata.

4. Cos’è il Piano di Sviluppo Locale?

Ogni GAL elabora un Piano di Sviluppo Locale (PSL) attraverso cui gestisce i contributi europei erogati tramite il fondo dedicato. Il titolo del PSL del GAL Escartons e Valli Valdesi è “E.V.V.A.I. Escartons Valli Valdesi Azioni Intelligenti – Turismi, altruismi, alte reti sostenibili”. E’ stato scelto grazie ai contributi di quanti hanno partecipato agli incontri di presentazione del Piano stesso. Per approfondire la strategia del PSL e visionarne il testo del PSL clicca qui.

5. Cosa significa Escartons e Valli Valdesi?

E’ il nome del nostro GAL, che per comodità abbreviamo anche in GAL EVV. Vuole identificare l’area in cui esso opera, ben determinata. Deciso infatti al momento della costituzione della società, richiama elementi storici e identitari del territorio di riferimento.

6. Qual è l’area GAL e quali comuni sono in essa compresi?

Il GAL Escartons e Valli Valdesi (GAL EVV) opera su un territorio che comprende Val Pellice, Valli Chisone e Germanasca, Pinerolese Pedemontano, Alta Val Sangone, Alta Valle di Susa, Val Cenischia e parte della Bassa Valle di Susa. I comuni dell’area GAL sono: Angrogna, Bardonecchia Bibiana, Bobbio Pellice, Bricherasio, Bruzolo, Bussoleno, Cesana Torinese, Chianocco, Chiomonte, Claviere, Coazze, Exilles, Frossasco, Giaglione, Giaveno (parziale), Gravere, Fenestrelle, Inverso Pinasca, Luserna San Giovanni, Lusernetta, Meana di Susa, Mompantero, Moncenisio, Novalesa, Massello, Mattie, Oulx, Perosa Argentina, Perrero, Pinasca, Pomaretto, Porte, Pragelato, Prali, Pramollo, Prarostino, Rorà, Roure, Salbertrand, Salza di Pinerolo, San Germano Chisone, San Giorio di Susa, San Pietro Val Lemina, San Secondo di Pinerolo, Sant'Antonino di Susa, Sauze di Cesana, Sauze d'Oulx, Sestriere, Usseaux, Torre Pellice, Valgioie, Venaus, Villar Focchiardo, Villar Pellice, Villar Perosa. Per scaricare l'elenco clicca qui.

7. Chi finanzia il GAL?

Una parte delle risorse deriva dalla Regione Piemonte che utilizza il Fondo Europeo Agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR), un’altra parte deriva dal cofinanziamento dei soci pubblici che pagano annualmente una quota alla società secondo quanto previsto dal PSR. Per vedere la compagine societaria clicca qui.

Precisiamo che il GAL, per essere finanziato, ha dovuto candidare il proprio Piano di Sviluppo Locale sul bando regionale rivolto ai GAL. Il Piano è stato approvato a fine ottobre 2016.

8. Come è costruito il Piano di Sviluppo Locale del GAL Escartons e Valli Valdesi?

Il Piano di Sviluppo Locale (PSL) è diviso in 3 ambiti e ogni ambito prevede delle misure, definite con dei numeri: tali misure si traducono poi in bandi. Ogni misura ha degli obiettivi e prevede una serie di azioni e vincoli, descritti in una scheda di misura. Sulla scheda di misura, attorno a cui è costruito il bando, è indicato cosa può essere finanziato e cosa no.

9. Cosa sono i bandi del GAL?

Il GAL pubblica dei bandi che finanziano diversi tipi di investimento nei seguenti settori: turismo, patrimonio architettonico e paesaggistico, agricoltura, forestazione, servizi alla cittadinanza. Si tratta di testi, pubblicati ufficialmente in una data precisa, che indicano gli obiettivi, le categorie di beneficiari a cui sono rivolti, quali tipi di interventi finanziano, la dotazione finanziaria, l’iter di approvazione delle domande presentate, i punteggi per l'inserimento in graduatoria, le modalità di assegnazione delle risorse economiche, le date di scadenza per la presentazione delle domande e per la fine lavori.

10. Chi può partecipare ai bandi?

I bandi sono rivolti a diverse categorie di beneficiari: piccole e microimprese (secondo la definizione dell'allegato I del Regolamento 702/2014), enti locali e, in alcuni casi, enti parco e soggetti no profit. In ogni scheda di misura sono indicati i beneficiari a cui si rivolge quella determinata misura. Solo quei beneficiari potranno partecipare al bando corrispondente.

11. Cosa si intende per “beneficiario”?

Per beneficiario si intende un soggetto che ha tutti i requisiti necessari per partecipare al bando, cioè presentare la domanda di aiuto, e ha la sede legale o operativa in area GAL.

12. I privati cittadini possono partecipare ai bandi?

No, i privati cittadini non sono beneficiari dei bandi GAL, tranne in un caso: se si impegnano ad aprire una nuova attività imprenditoriale in area GAL, quindi unicamente se partecipano al bando per la creazione d’impresa (6.2.1).

13. Bisogna restituire il finanziamento dato dal GAL e con quali modalità?

No. I contributi del GAL sono a fondo perduto, quindi non bisogna restituirli, se l’investimento viene realizzato come da progetto approvato. I contributi però non coprono il 100% dei costi sostenuti: il beneficiario deve cofinanziarne una parte. Ad un’impresa è richiesto un cofinanziamento che va dal 40% al 50%, agli enti pubblici dal 40% al 90%.

14. Il contributo viene erogato subito?

No, il GAL dà contributi a fondo perduto in percentuale sulla spesa effettivamente sostenuta: il beneficiario quindi è obbligato a realizzare l’investimento e a pagarne i costi e solo dopo potrà richiedere la restituzione del contributo nella percentuale prevista, dietro presentazione delle fatture quietanzate. E’ prevista comunque, come da specifiche del bando, la possibilità di richiedere acconti durante la realizzazione dei lavori.

15. Come si fa a partecipare ad un bando GAL?

La domanda di aiuto, che permette di partecipare al bando, deve essere presentata in modalità informatizzata utilizzando il Sistema informativo agricolo piemontese (SIAP).

Per utilizzare il SIAP occorre innanzitutto registrarsi a Sistema Piemonte (per l’iscrizione clicca qui) – una piattaforma elettronica che consente di accedere a molti servizi a livello regionale – per ottenere le credenziali di accesso. La registrazione è gratuita e semplice, qualsiasi cittadino può farla autonomamente e la fa sempre a titolo personale (anche nel caso sia il legale rappresentazione di un’impresa).

Si deve poi fare richiesta di iscrizione all’Anagrafe Agricola Unica del Piemonte per costituire il fascicolo aziendale, compilando l’apposita modulistica e inviandola debitamente firmato e accompagnato dalla fotocopia di un documento di identità a Regione Piemonte, Direzione agricoltura, c.so Stati Uniti 21, 10128 Torino, oppure via fax al n. 0114325651 o via mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Qui è indicata anche la procedura di iscrizione on line, utilizzando un indirizzo di pec, per gli enti o le aziende non agricole.

E’ possibile iscriversi all’Anagrafe Agricola anche tramite un Centro di assistenza agricola (CAA), recandosi presso gli uffici muniti di documento di riconoscimento. Il CAA è tenuto a fornire gratuitamente il servizio di iscrizione.

E’ sempre bene effettuare la registrazione a Sistema Piemonte alcuni giorni in anticipo rispetto a quando si presume di averne bisogno, in quanto la procedura richiede tempi tecnici per l’attivazione.

E’ possibile fare una domanda di aiuto anche senza registrarsi a Sistema Piemonte se si è in possesso della carta nazionale dei servizi (CNS), ma si dovrà comunque costituire il fascicolo aziendale.

16. Devo iscrivermi all’Anagrafe Agricola Unica anche se non ho un’azienda agricola?

Sì. L’Anagrafe si chiama agricola perché è nata come strumento a servizio delle sole imprese agricole. Ora invece la presentazione di una domanda di aiuto, anche da parte di soggetti diversi dalle imprese agricole, comporta la presenza o l’attivazione di una posizione nell’Anagrafe Agricola piemontese, che serve per tutti.

17. Il legale rappresentante di un’impresa, per partecipare ai bandi GAL, deve essere anch’esso residente in area GAL?

No, il legale rappresentante può essere residente in qualsiasi altro comune, l’importante è che la sede dell’impresa (legale o operativa) sia in area GAL.

18. Come faccio a capire cosa viene finanziato dai diversi bandi e cosa invece non rientra nei finanziamenti?

Sono informazioni che si trovano nella scheda di misura alla voce “Costi ammissibili” e “Costi non ammissibili”. Si deve comunque sempre tenere presente le finalità della misura e le condizioni di ammissibilità. In linea generale è sempre bene approfondire nel dettaglio con lo staff del GAL la tipologia di spesa che si vuole sostenere, per assicurarsi che sia ammissibile.

19. Ci sono spese che non sono mai ammissibili?

Sì, per esempio le macchine e le attrezzature usate (arredi, veicoli, computer, irrigatori, frigoriferi, ecc.). Inoltre, per le imprese, o per chi la recupera, non è mai ammissibile l’IVA. Generalmente non sono ammissibili le spese obbligatorie (tasse, bolli, ecc.). Per tutte le altre spese, è bene fare riferimento di volta in volta alla scheda di misura o al bando, confrontandosi anche con lo staff del GAL.

20. Se ho partecipato ad un bando del PSR posso partecipare ad un bando GAL?

Sì, ma solo per un intervento diverso, cioè se la richiesta del contributo al GAL è relativa ad un investimento diverso da quello sostenuto con risorse del PSR, perché non è possibile finanziare lo stesso intervento con due fondi pubblici.

21. Posso chiedere ad un altro ente il cofinanziamento di un progetto che ho candidato sul bando GAL?

Sì, ma solo se quell’ente è privato (banca, fondazione, finanziatore privato, ecc.).

Non si può utilizzare per il cofinanziamento un contributo che proviene da un altro ente pubblico. Esempio: se partecipo ad un bando GAL con un progetto il cui costo ammonta a 40.000 euro, chiedendo un contributo di 10.000 euro, non posso partecipare a un bando regionale chiedendo per lo stesso progetto un contributo per coprire la restante cifra di 30.000. Questo per il principio di non cumulabilità dei fondi pubblici.

22. Posso chiedere le detrazioni fiscali sugli investimenti che ho inserito nel bando GAL?

No. Il principio è sempre il medesimo: i contributi del GAL non sono cumulabili con altri aiuti pubblici.

23. Per partecipare ad un bando devo farmi aiutare da qualcuno?

No, non è obbligatorio. Il beneficiario è libero di scegliere se occuparsi personalmente della sua pratica o avvalersi di un professionista, di un’organizzazione di categoria, di uno studio. Di per sé la presentazione della candidatura non comporta competenze particolari. In alcuni casi però la domanda può prevedere l’invio di documentazione certificata, che potrebbe comportare il lavoro di un professionista (per esempio: progetto architettonico, relazione forestale, ecc.).

24. A livello progettuale deve intervenire un tecnico del GAL oppure il GAL effettua solo, a lavori ultimati, un sopralluogo per verificare la corretta realizzazione dei progetti?

Il personale del GAL non può aiutare i beneficiari per la progettazione, in quanto ente istruttore della domanda, può solo accompagnarli a comprendere ciò che il bando richiede in fase di presentazione della domanda e, durante la realizzazione dei lavori, può fornire supporto ai fini di una corretta presentazione della documentazione in fase di rendicontazione finale.

25. Nella domanda di aiuto posso inserire l’importo che voglio?

No. Ogni bando prevede un minimo di spesa ammissibile (al di sotto della quale la domanda non viene presa in considerazione) e un massimo di spesa ammissibile (al di sopra della quale il GAL non calcola più la percentuale di contributo).

26. Se presento la domanda di aiuto, sono sicuramente finanziato?

No. Occorre avere i requisiti previsti dal bando, rispettare tutte le condizioni di ammissibilità e raggiungere un punteggio minimo per entrare in graduatoria.

27. Se il mio progetto entra in graduatoria, è sicuramente finanziato?

Purtroppo no: se le domande sono più numerose delle risorse finanziarie a disposizione su quel bando, è possibile comparire in graduatoria ma non venire finanziato per esaurimento delle risorse stanziate in quella tranche sul bando. Perciò occorre formulare il progetto tenendo conto dei punteggi indicati nel bando per posizionarsi in graduatoria al miglior posto possibile.

28. Se il mio progetto entra in graduatoria ma non viene finanziato per mancanza di risorse, dovrò per forza partecipare ad un altro bando?

Non sempre. In presenza di risorse aggiuntive che il GAL potrebbe stanziare e se si raggiunge comunque un certo punteggio (indicato di volta in volta nei bandi) il GAL potrebbe fare uno scorrimento di graduatoria, finanziando chi in prima battuta è rimasto escluso dal finanziamento. Diversamente potrà candidarsi nuovamente su un bando successivo fino ad esaurimento delle risorse complessive.

29. Il bando del GAL finanzia anche interventi già realizzati?

Assolutamente no. Gli interventi e i relativi costi, per essere riconosciuti dal GAL, devono essere avviati dopo la presentazione della domanda di aiuto (anche la dichiarazione di avvio lavori al SUAP, quando prevista, va presentata dopo). Da quel momento in poi il beneficiario può iniziare i lavori o effettuare le prime spese, tenendo presente che lo fa a suo rischio finché non gli viene comunicato ufficialmente dal GAL l’esito positivo dell’istruttoria, cioè non ha la certezza di essere stato inserito in graduatoria ed essere finanziato.

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