Lunedì 24 novembre si è svolto a Roma, l’evento “Coltiviamo insieme il domani” della Rete europea della PAC, piattaforma che funge da punto di collegamento tra diversi attori del settore agricolo europeo, includendo reti, organizzazioni, amministrazioni nazionali e portatori d’interesse, con l’obiettivo di supportare attivamente l’attuazione dei piani strategici della Politica Agricola Comune.

L’evento è stato un’occasione di confronto e di scambio a cui ha preso parte il GAL Escartons e Valli Valdesi, attraverso la partecipazione del Direttore Susanna Gardiol. Come GAL, sosteniamo infatti il bisogno sempre crescente di creare momenti di dialogo per dare la possibilità ai diversi attori (v. istituzioni, imprese, associazioni e singoli cittadini) di costruire insieme, collaborare e progettare azioni concrete e sinergiche, che siano realmente capaci di affrontare le sfide di settori, come l’agricoltura, con una visione che includa sostenibilità ambientale e sociale.

L’evento a Roma nasce dalla convinzione che il futuro dell’agricoltura si costruisca attraverso la partecipazione attiva di tutti gli attori del sistema: dalle istituzioni agli operatori sul campo, da ricercatori agli stakeholder territoriali. Nel corso della giornata, verranno illustrati ai presenti anche alcuni esempi virtuosi attuati sui territori: per la Regione Piemonte il progetto faro è stato “Foyer – Una comunità per la comunità”, finanziato dal GAL EVV nell’ambito del PSR Piemonte 2014-2022, sottomisura 16.9 per i progetti dedicati all’agricoltura sociale e promosso dalla Commissione Sinodale della Diaconia Valdese.

Agricoltura sociale come buona pratica

“Foyer – Una comunità per la comunità” nasce nel 2020 con lo scopo di andare a sostenere le imprese agricole del territorio della Val Pellice attraverso l’agricoltura sociale. Si tratta di un progetto complesso che vede il ‘Foyer’ –Comunità di risocializzazione/reinserimento sita ad Angrogna (TO) – diventare centro nevralgico per rispondere ai nuovi bisogni emergenti del territorio, attraverso la sua valenza di progetto sperimentale per persone con fragilità sociale e sanitaria e con esperienze di consumi problematici, per favorire il recupero delle competenze personali e sociali e consolidare l’autonomia residua.

I risultati raccolti, a conclusione dei 24 mesi di attività, hanno mostrato vantaggi tangibili per le aziende agricole coinvolte: un aumento dei profitti, una maggiore diversificazione produttiva, l’acquisizione di nuove competenze grazie ai tirocini e un generale miglioramento della percezione pubblica del loro ruolo, ora non più solo economico ma anche sociale. Il successo del progetto ha rafforzato l’idea che l’agricoltura sociale sia un modello vincente, capace di creare valore condiviso e di rispondere in modo innovativo sia alle esigenze del mercato sia a quelle della comunità.

L’esperienza del progetto Foyer, premiato a Roma con la menzione speciale come buona pratica a livello nazionale, evidenzia con chiarezza che il successo a lungo termine risiede nell’unione degli intenti e nella capacità di costruire reti efficaci. Solo grazie a questa sinergia e a incontri costruttivi possiamo assicurare che i fondi e i piani strategici, come la PAC, si traducano in azioni concrete, durature e prontamente replicabili a beneficio di tutto il territorio.

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